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“Aiutami a crescere” – una guida per l’educazione di bambini con disabilità e non

By : on : 8 luglio 2018 commenti : (0)

Il Dott. Moderato con questo libro offre un prezioso strumento ai genitori e a tutti gli operatori che assolvono quotidianamente il difficile compito di educare bambini e ragazzi con disabilità e non.

Educare deriva dal latino ex ducere, condurre fuori; educare, cioè, significa condurre la persona fuori da una condizione infantile iniziale verso l’essere adulto. L’educazione si configura, così, come un processo di crescita continua e costante, in cui l’individuo apprende nuove abilità mentre scopre e valorizza le proprie inclinazioni.

Nel caso di persone disabili è importante che il contesto educativo in cui sono inserite sia adeguatamente strutturato per massimizzare le possibilità di apprendimento e di crescita. Questo libro offre elementi utili per capire quali siano le caratteristiche di un setting (contesto, ambiente) efficace e funzionale e presenta alcune basi di psicologia dell’educazione che possono guidare genitori e operatori nel migliorare la loro relazione con i bambini o i ragazzi disabili.

 

Fin dalle prime pagine il libro è intriso di riflessioni che fanno ripensare ai pregiudizi della società odierna verso le persone con disabilità e a come noi stessi viviamo la diversità. Una riflessione dell’autore che, personalmente, ho ritenuto rilevante riguarda l’uso dei termini diverso o handicappato come generalmente connotati in modo negativo. A questo proposito, il Dott. Moderato scrive:

 

Molto spesso usare i termini diverso o handicappato opposti a normale suscita resistenze o perplessità in quanto alla parola diversità viene immediatamente associata una connotazione negativa. Tutto ciò non ha nessun significato né da un punto di vista scientifico, né tanto meno da un punto di vista umano. È necessario invece sottolineare le diversità, dando a queste un’accezione positiva, in quanto il mondo è composto di elementi che pur avendo caratteristiche simili, sono gli uni diversi dagli altri.

 

Da qui l’importanza di valorizzare l’unicità di ciascuno e di creare progetti rieducativi individualizzati e specifici, finalizzati a offrire ai soggetti con difficoltà nuove possibilità di apprendimento e sviluppo per rendere il mondo in cui vivono “più comodo” e abitabile.

 

Dalla parte della famiglia…

 

L’autore assume anche la prospettiva dei genitori di bambini con disabilità, analizzando la complessa intersezione fra gli aspetti di natura emotiva, affettiva e relazionale e quelli sociali e culturali.

I vissuti di paura, smarrimento, inadeguatezza, solitudine dei genitori possono accentuarsi, per esempio, quando un vicino non si sente in grado di rimanere da solo col bambino perché soffre di epilessia o, più in generale, il vissuto pessimista dei familiari può essere rafforzato dai frequenti rifiuti alle loro richieste di aiuto.

L’autore riflette sul complesso intreccio di diversi fattori: uno psicologico che caratterizza la famiglia al di là della disabilità del figlio; un altro emotivo/affettivo che concerne il modo in cui i diversi membri del nucleo familiare accompagnano la crescita del figlio con disabilità; e un terzo socio-culturale relativo al modo in cui la disabilità viene vissuta all’interno di una certa cultura in un certo momento storico.

Considerando questi diversi aspetti, il Dott. Moderato offre una guida ai genitori per aiutarli nel percorso educativo, sia a livello pratico sia a livello affettivo, comprendendo e riflettendo sui complessi vissuti emotivi di frequente riscontro nel nucleo familiare.

I genitori sono spesso spaventati anche dal futuro del loro figlio e una domanda ricorre: cosa sarà di lui dopo di me?

A questo proposito l’autore presenta la realtà di una Comunità Alloggio attiva nel milanese che, grazie a personale specializzato, guida persone con disabilità verso l’autonomia e l’indipendenza, dimostrando che questi obiettivi, in molti casi, possono essere raggiunti e non rimangono solo sullo sfondo di un’utopia. L’autore conclude citando Helder Camara, arcivescovo brasiliano:

 

Quando un sogno è fatto da una sola persona, rimane un sogno. Quando lo stesso sogno viene fatto da più di una persona è l’inizio di una nuova realtà”.

Francesca Petrini

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