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GrINbiblioteca: Mio fratello rincorre i dinosauri

By : on : 13 novembre 2017 commenti : (0)

Dopo una breve pausa ritorna GrINbiblioteca, la rubrica della Dott.ssa Francesca Petrini che consiglia alcuni libri che possono offrire degli spunti di riflessione e insieme la possibilità di capire la neurodiversità attraverso le storie di chi l’ha vissuta in prima o in terza persona.

 

Mio fratello rincorre i dinosauri – di Giacomo Mazzariol

mio fratello rincorre i dinosauri

La storia di Giovanni raccontata con gli occhi e il cuore del fratello Giacomo.

‹‹Giovanni che ha tredici anni e un sorriso più largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia ‹‹Mi sono sposato››. […] Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai più di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche.

Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove e mi chiamo Giacomo››

(cit. dal libro “Mio fratello rincorre i dinosauri”)

 

Giacomo ha cinque anni e due sorelle e desidera tanto un fratellino con cui condividere giochi, avventure e con cui creare una magica complicità. Un giorno arriva l’entusiasmante notizia che quel fratellino tanto desiderato nascerà e sarà speciale. “Speciale” per un bambino vuol dire “supereroe” e Giacomo inizia a fantasticare, sognando un bambino con i superpoteri, con la tutina e il mantello, capace di volare e di salvarlo dai pericoli.

Poi Giovanni nasce e Giacomo inizia pian piano a capire che il fratellino non è il supereroe che immaginava: non ha gli occhi allungati perché viene da un altro pianeta, non ha superpoteri e non potrà difenderlo, anzi, avrà bisogno di essere difeso; scopre che Giovanni ha un cromosoma in più, ha la Sindrome di Down.

Da quel momento l’entusiasmo iniziale lascia il posto alla vergogna e al rifiuto, ma Giovanni, con le sue passioni, i suoi comportamenti tanto strani quanto spontanei e il suo perenne sorriso, riesce sempre a farsi conoscere nel suo essere straordinario.

L’autore coglie i propri vissuti con chiarezza e con grande sincerità e, nonostante le difficoltà imposte dalla situazione, si riscopre sempre divertito e sorpreso in compagnia del fratello; da lui impara e grazie a lui conosce anche se stesso.

 

‹‹Gio era tutto, ma più di ogni altra cosa era libertà. Lui era libero in tutti i modi in cui avrei voluto essere libero io. Gio era tornato a essere il mio supereroe. E non avrebbe più smesso di stupirmi.››

(cit. dal libro “Mio fratello rincorre i dinosauri”, pag. 145)

 

Un libro emozionante, coinvolgente, che fa riflettere e anche capace di divertire.

L’autore ci presenta Giovanni e ci dice CHI è Giovanni. Non è la sua malattia, Giovanni è Giovanni, un bambino speciale perché unico, con la sua passione per i dinosauri, i suoi interessi e il suo sorriso. Questo è un insegnamento prezioso: dietro a ogni etichetta di malattia c’è una persona ed è quella che bisogna scoprire, conoscere e valorizzare. La persona non è la sua malattia, ma è prima di tutto se stessa.

E da qui un’altra breve riflessione sulle espressioni disabile e diversamente abile.

“Disabile”, da dis– e abile, indica mancanza di abilità; questa definizione di una persona può portare a vederla, prima di tutto e in generale, come “non abile”, occultando le sue capacità singolari e originali che meriterebbero di essere svelate e potenziate.

Anche l’espressione “diversamente abile” potrebbe diventare una rigida etichetta con accezione negativa. Diverso rispetto a chi? O rispetto a cosa? Spesso si intende diverso rispetto a una norma statistica e a una media numerica ed ecco che diversamente abile diventa sinonimo di non abile. Bisogna stare attenti a non assoggettare le persone a punteggi perché nessun individuo è un numero. Da un punto di vista umano, ognuno di noi è diversamente abile dagli altri e ciascuno deve essere accolto nella sua originalità e valorizzato nelle sue diverse capacità.

 

Ogni volta che incontriamo una persona dovremmo sempre andare oltre e chiederci “CHI è?” quella persona, desiderosi di scoprire le sue diverse e speciali abilità.

Francesca Petrini

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