Ischemia cerebrale: ma poi torna come prima? | GRiN
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Ma poi torna come prima?

By : on : 17 ottobre 2017 commenti : (0)

Ciao GRiN,

mia mamma ha avuto un’ischemia cerebrale e adesso non parla bene e spesso non fa quello che le chiedo; ha anche una parte del corpo che non riesce più a muovere (i dottori hanno detto che si chiama “emiplegia”).

È sempre stata una donna forte e indipendente, una roccia per tutta la famiglia.

I medici ci hanno consigliato di iniziare il prima possibile la riabilitazione e ci hanno detto che ci sono buone probabilità di recupero.

Io sono in difficoltà perché non sono abituata a preoccuparmi eccessivamente per lei e in questi ultimi giorni ho in mente una sola domanda, di cui mi vergogno un po’: ma poi torna come prima?

 

 

Ciao Sara, forse ti stupirai, ma la tua domanda è una di quelle che ci vengono fatte più spesso e non devi assolutamente vergognarti dei tuoi dubbi o delle tue preoccupazioni.

Nell’arco della nostra vita è possibile che un evento traumatico (un ictus, un infortunio con trauma cranico o una diagnosi di malattia neurodegenerativa, per esempio) colpisca una persona a noi cara. Sono momenti destabilizzanti per l’individuo ma anche, come nel tuo caso, per familiari e amici.

 

Tu non eri preparata, sei spaventata ed emotivamente può risultare difficile accettare una nuova situazione non preventivata e improvvisa, con un livello di incertezza maggiore rispetto a prima o comunque che ti chiede di mettere in qualche modo in secondo piano la tua vita per un imprecisato lasso di tempo, prima che venga ristabilito un nuovo equilibrio.

 

Per tornare alla tua domanda, cara Sara, purtroppo la risposta è probabilmente negativa.

Anche se ci possono essere buone probabilità di recupero, è molto difficile che tutto torni come prima ed è molto probabile che rimangano delle difficoltà, sia motorie che nel linguaggio.

 

Allo stato attuale delle cose non è possibile tornare indietro. Quello che puoi fare tu è darle sostegno spronandola ad avere un atteggiamento attivo e positivo, a non “subire” quello che le è accaduto ma a reagire, un passo alla volta.

Sicuramente i professionisti a cui vi siete rivolti, o a cui vi rivolgerete, vi sapranno dire con più precisione come aiutare tua mamma; un consiglio, date le difficoltà di linguaggio e, sembra, di comprensione, è quello di rivolgerti a lei con frasi semplici e molto concrete. Se le chiedete cose troppo complesse il rischio è che la vostra presenza per lei non sia più vissuta in modo positivo, ma con disagio. Ci raccomandiamo di mettere in pratica con precisione e costanza le indicazioni dei terapisti perché gli esercizi che vi diranno di fare a casa saranno importanti per il recupero.

 

Probabilmente tua mamma, in futuro, potrà sentirsi “un peso” per la famiglia e potrà essere frustrante per lei scontrarsi con le sue difficoltà. Dovrete riuscire ad essere serenamente pazienti e, su questo ci raccomandiamo, è opportuno non trattarla mai come una bambina. In questo momento ha bisogno di riacquistare fiducia in se stessa e tornare a sentirsi stabile e autonoma come si è sempre conosciuta. Cerca di infonderle fiducia e di trasmetterle la gioia di stare insieme.

 

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